1992 - gli inizi

1993 - la Trasmissione ha inizio su Antennatre

1994 - Al Lupo al Lupo si allarga

1995 - adesso il prof. Bossi si vede in tutta Italia

1996/97 - ormai tutti conoscono Al Lupo al Lupo

1998 - dopo una pausa e varie collaborazioni, il Lupo torna in autunno

2001 - arriva la nuova edizione di Al Lupo al Lupo

 

www.mauriziobossi.com

Nel Settembre del 1993, "Al lupo al lupo – si parla di sesso" iniziava la sua avventura andando in onda, dallo studio 3 della sede di Legnano dell’emittente regionale Antennatre. In studio, in rigoroso doppiopetto blu, il prof. Maurizio Bossi affiancato dalla giornalista Raffaella de Riso. Una scenografia semplice, senza pretese : una libreria, un divano un tavolino. Come un salotto di casa o uno studio professionale.

A rotazione i medici specialisti che, peraltro, avevano già collaborato alla stesura del libro: il dr. Marco Firmo, la dr.ssa Daria Campacci (nella foto seduta sul divano) , il dr. Flavio Fortuna , il dr. Luigi Sommadossi, il dr. Giorgio Gerevini (ci scusino tutti gli altri) e, sin dalla prima puntata tante, tante telefonate.

Era un mondo nuovo che si apriva, un mondo fatto di bisogno di comunicare, di dialogare, di esternare dubbi ed incertezze. Protetti dall’anonimato del contatto telefonico, i telespettatori di "Al lupo" al lupo aprirono in diretta, spontaneamente i forzieri della loro sessualità svelando le ansie, le insoddisfazioni, le paure.

Avevano finalmente trovato qualcuno che, con garbo e competenza, fosse in grado di rassicurarli, di dare loro una spiegazione, una motivazione,talvolta una soluzione: il prof. Bossi.

Per la prima volta al di fuori di una studio medico la sessualità ed i problemi ad essa connessi venivano messi allo scoperto.

Oltre alle telefonate del pubblico da casa, alcune persone desiderarono esporre le proprie tematiche presenziando direttamente in studio: protetti da un pannello di plexiglass trasparente ma zigrinato, che solo lasciava intuire la sagoma alle sue spalle; la voce alterata affinché non fosse riconoscibile; ecco che "Al lupo al lupo" proponeva "il caso", vero, reale, il caso umano e clinico di una persona come tante che metteva a nudo i propri piccoli o grandi drammi ( un problema di eiaculazione precoce, una violenza subita da bambino, un desiderio inconfessabile di trasgressione….) gli stessi di tutte le altre persone… e tutte le persone in ascolto davanti al televisore, in quel momento, si riconoscevano nel "caso" e capivano di non essere soli….

La necessità di comprendere, di capire era così forte da indurre la redazione di Al lupo al lupo a sfruttare ogni minima occasione per fornire nozioni, informazioni, curiosità. A questo fine, prima di ogni blocco pubblicitario veniva formulato un "quesito sessuologico" con tre risposte alternative di cui, ovviamente, solo una corretta. Al ritorno in studio, dopo gli spot, veniva svelata la soluzione.